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Come Scrivere un Annuncio di Lavoro Efficace che Fa da Filtro

October 27, 2026•10 min read

Come scrivere un annuncio di lavoro che allontana i candidati sbagliati

Chi cerca come scrivere un annuncio di lavoro di solito ha un problema preciso: l'annuncio pubblicato la volta precedente ha portato pochi curriculum, oppure ne ha portati tantissimi e quasi tutti inutili. Le guide che si trovano online rispondono quasi sempre allo stesso modo: rendi l'annuncio più attraente, valorizza l'azienda, usa un titolo accattivante. È un consiglio comprensibile, ma parte da un presupposto sbagliato, cioè che l'obiettivo di un annuncio sia ricevere più candidature.

Per una piccola azienda l'obiettivo è un altro. Un annuncio di lavoro efficace non è quello che riceve cento curriculum, è quello che fa arrivare al colloquio le cinque persone giuste e fa rinunciare da sole le altre novantacinque. Ogni candidatura sbagliata costa al titolare tempo di lettura, telefonate e colloqui, e il rischio più grande è che una di quelle candidature sbagliate superi il colloquio e venga assunta. In questo articolo vediamo come scrivere un annuncio che lavora da filtro: che cosa scrivere, che cosa togliere, un esempio prima e dopo e qualche accorgimento per i diversi canali, da Subito a LinkedIn.

Perché la maggior parte degli annunci attira le persone sbagliate

Prendi dieci annunci a caso su Indeed o su Subito e troverai quasi sempre le stesse frasi. "Cerchiamo una persona dinamica, proattiva e orientata al risultato." "Ambiente giovane e stimolante." "Ottime capacità relazionali e di problem solving." "Possibilità di crescita." Sono frasi che non dicono niente a nessuno, e proprio per questo vanno bene per tutti. Nessun candidato legge "cerchiamo una persona proattiva" e pensa di non esserlo. Tutti si sentono dinamici, tutti si sentono orientati al risultato, tutti mandano il curriculum.

Il secondo errore è raccontare solo la parte bella del lavoro. L'annuncio parla di crescita, di squadra affiatata, di clienti prestigiosi, e non dice nulla di quello che rende quel lavoro difficile: le telefonate ai clienti che non pagano, i sabati di picco, le giornate in cui tutto va storto e bisogna comunque chiudere le consegne. Il candidato senza voglia legge un annuncio così e vede un posto comodo. La persona solida, che ha già fatto lavori veri, legge lo stesso annuncio e sente puzza di fregatura.

Il risultato è un annuncio che seleziona al contrario: attira chi cerca un posto qualsiasi e scoraggia chi cerca un lavoro serio.

Come scrivere un annuncio di lavoro efficace

Racconta una giornata vera, comprese le parti dure

È il passaggio che cambia di più la qualità delle candidature. Invece di elencare mansioni generiche, descrivi come si svolge davvero una giornata in quel ruolo, e dedica almeno un paragrafo a quello che è faticoso. Per un commerciale potrebbe essere: "Ogni giorno chiami aziende che non ti conoscono. La maggior parte ti dirà di no, alcune in modo poco gentile. Il lavoro consiste nel richiamare il giorno dopo con una proposta diversa." Per un'impiegata amministrativa: "A fine mese le scadenze si accumulano e le pratiche vanno chiuse entro la data, anche quando sono noiose e anche quando un fornitore non risponde."

Un paragrafo così fa due cose. Chi non ha voglia di affrontare quella parte del lavoro rinuncia prima di candidarsi, e il titolare risparmia un colloquio e, nel caso peggiore, un'assunzione sbagliata. Chi invece legge quel paragrafo e pensa "va bene, lo so fare" si candida con un'idea realistica del ruolo, e le probabilità che resti dopo il periodo di prova aumentano molto. Nell'articolo sul turnover aziendale abbiamo visto quanto pesino le uscite dei primi mesi: molte nascono proprio da un lavoro raccontato diverso da com'è.

Sostituisci le soft skill con i comportamenti

"Capacità di lavorare sotto pressione" non significa niente. "Quando un cliente chiama arrabbiato, la persona che cerchiamo ascolta il problema, propone una soluzione e richiama il cliente il giorno dopo per verificare che sia tutto a posto" significa moltissimo. La regola è semplice: per ogni qualità che vorresti scrivere nell'annuncio, chiediti che cosa fa concretamente una persona che ha quella qualità nel tuo ruolo, e scrivi il comportamento al posto dell'aggettivo.

I comportamenti hanno anche un altro vantaggio: diventano la traccia del colloquio. Se nell'annuncio hai scritto che la persona deve richiamare il cliente che ha detto no, al colloquio puoi chiedere al candidato di raccontare l'ultima volta in cui un cliente ha detto no e che cosa è successo dopo. Nella guida alle domande da fare a un candidato al colloquio trovi come approfondire questo tipo di risposte.

Separa i requisiti veri dai desideri

Molti annunci elencano dieci requisiti, di cui tre sono indispensabili e sette sono "sarebbe bello se". Il risultato è che le persone più scrupolose, che leggono la lista e non ne soddisfano tutte le voci, rinunciano, mentre si candida chi non legge la lista con attenzione. Scrivi i requisiti indispensabili in un paragrafo e quelli preferenziali in un altro, chiamandoli con il loro nome.

Scrivi le condizioni, compreso lo stipendio

È la parte che molti titolari omettono per paura di scoprire le carte. Ma un annuncio senza stipendio, orario e tipo di contratto porta al colloquio persone che scopriranno solo alla fine che le condizioni non vanno bene, e il tempo speso è perso per entrambi. Indicare almeno una fascia retributiva, l'orario e il tipo di contratto filtra in partenza chi cerca altro. Se devi ancora fare i conti su quanto ti costerà davvero la nuova persona, nell'articolo su quanto costa un dipendente al datore di lavoro trovi un esempio completo.

Chiedi un piccolo passo in più

L'ultimo filtro è il più semplice: chiedi al candidato di fare qualcosa di più che premere "invia candidatura". Rispondere a una domanda breve sul ruolo, indicare in due righe perché quel lavoro gli interessa, oppure completare un test di pochi minuti prima del colloquio. Non serve un esame complicato, serve un piccolo impegno. Chi ha mandato lo stesso curriculum a cinquanta annunci in una sera di solito non fa quel passo in più, e chi lo fa sta già dimostrando un pezzo di quello che ti serve.

Un annuncio di lavoro, prima e dopo

Ecco come cambia un annuncio reale applicando queste regole. La versione che si vede di solito è questa:

Azienda leader nel settore cerca venditore dinamico e motivato, con ottime capacità relazionali e orientamento al risultato. Offriamo ambiente giovane e stimolante e concrete possibilità di crescita. Inviare CV.

La stessa ricerca, scritta come filtro, diventa così:

Commerciale per clienti aziendali, zona Brescia. Siamo un'azienda di 14 persone che vende impianti di climatizzazione ad aziende e studi professionali. Il commerciale che cerchiamo passa metà della giornata al telefono con aziende che non ci conoscono e l'altra metà in visita dai clienti. La maggior parte delle telefonate finisce con un no: il lavoro consiste nel richiamare con una proposta diversa e nel tenere aggiornato il gestionale ogni sera, anche quando la giornata è andata male. Requisiti indispensabili: patente B, almeno un anno di vendita diretta in qualsiasi settore. Preferibile: esperienza nel settore tecnico. Offriamo contratto a tempo indeterminato dopo il periodo di prova, fisso da 1.600 a 1.900 euro netti più provvigioni, auto aziendale. Per candidarti, invia il curriculum e rispondi in due righe a questa domanda: qual è stato il no di un cliente che ti ha insegnato di più?

La seconda versione riceverà meno candidature. È esattamente lo scopo.

Come scrivere un annuncio di lavoro su Subito, Facebook, Indeed e LinkedIn

I principi restano gli stessi, ma ogni canale ha qualche particolarità. Su Subito e sui gruppi locali di Facebook i candidati leggono dal telefono e scorrono in fretta: le prime due righe devono contenere ruolo, zona e tipo di contratto, perché il resto spesso non viene aperto. Su Facebook conviene anche evitare annunci troppo lunghi nel post e rimandare il testo completo a un modulo o a una pagina dove il candidato risponde alla domanda filtro.

Su Indeed il titolo pesa moltissimo, perché è la parola con cui il candidato cerca: usa il nome standard del ruolo, senza giri di parole, e compila tutti i campi strutturati come stipendio e orario, che la piattaforma usa anche per i filtri di ricerca. Su LinkedIn, dove arrivano soprattutto profili impiegatizi e manageriali, ha più senso raccontare il contesto dell'azienda e il problema che la persona dovrà risolvere, e il passo in più può essere una domanda di screening impostata direttamente nella piattaforma. Su Instagram l'annuncio funziona come porta d'ingresso: un'immagine o un breve video che dice il ruolo e la zona, e un link alla pagina con l'annuncio completo.

Su qualsiasi canale, ricorda che l'annuncio non può contenere requisiti discriminatori: niente limiti di età, preferenze di genere, stato civile o provenienza. È un obbligo di legge, e conviene far controllare il testo al consulente del lavoro se hai dubbi su una formulazione.

Il limite di qualsiasi annuncio

Un annuncio scritto bene fa una cosa preziosa: allontana chi non ha voglia di fare quel lavoro e lo sa già. Non può però fermare chi non sa di non averne voglia, oppure chi è bravissimo a sembrare la persona giusta. Il candidato che legge "la maggior parte dei clienti ti dirà di no" e pensa "nessun problema" può essere sincero e, dopo tre mesi, mollare alla prima settimana storta. Il candidato che al colloquio racconta l'ultimo no ricevuto con una storia perfetta può averla preparata la sera prima, magari con l'aiuto di ChatGPT.

Per questo l'annuncio è il primo filtro, non l'ultimo. Il secondo filtro deve misurare i comportamenti che il candidato non riesce a raccontare a parole: se tende a rimandare le telefonate difficili, se molla quando arrivano i primi no, se scarica la responsabilità sugli altri quando un cliente si lamenta. Un collaboratore senza voglia che entra in azienda non pesa solo sul titolare, pesa anche sui colleghi che lavorano bene e si ritrovano con il lavoro arretrato da recuperare. E un'azienda che ogni anno deve rifare la stessa ricerca per lo stesso ruolo non cresce, perché il titolare passa il tempo a cercare persone invece di sviluppare l'attività.

Domande frequenti

Cosa scrivere in un annuncio di lavoro? Il nome del ruolo e la zona, una breve presentazione dell'azienda, la descrizione di una giornata tipo comprese le parti più faticose, i comportamenti richiesti al posto degli aggettivi generici, i requisiti indispensabili separati da quelli preferenziali, le condizioni economiche e contrattuali e le istruzioni per candidarsi.

Come scrivere un annuncio di lavoro efficace? Un annuncio efficace non punta a ricevere più candidature, ma a ricevere quelle giuste. Per riuscirci deve descrivere il lavoro in modo realistico, parti dure comprese, indicare comportamenti concreti invece di qualità generiche e chiedere al candidato un piccolo passo in più, come rispondere a una domanda sul ruolo.

Bisogna indicare lo stipendio nell'annuncio di lavoro? Non è obbligatorio in tutti i casi, ma è fortemente consigliato. Indicare almeno una fascia retributiva fa risparmiare tempo a entrambe le parti, perché esclude in partenza chi cerca condizioni diverse, e di solito aumenta la qualità delle candidature.

Quanto deve essere lungo un annuncio di lavoro? Abbastanza da descrivere davvero il ruolo, di solito tra le 150 e le 300 parole. Le prime due righe sono le più importanti, soprattutto su Subito e Facebook dove i candidati leggono dal telefono: devono contenere ruolo, zona e tipo di contratto.

Cosa non si può scrivere in un annuncio di lavoro? Requisiti discriminatori, come limiti di età, preferenze di genere, stato civile, nazionalità o condizioni personali che non hanno a che fare con il lavoro. In caso di dubbio su una formulazione è meglio confrontarsi con il consulente del lavoro.

In sintesi

Scrivere un annuncio di lavoro non significa vendere il posto, significa descriverlo in modo così onesto che chi non è adatto rinuncia da solo. Titolo con il nome vero del ruolo, una giornata raccontata con le parti dure, comportamenti al posto delle soft skill, condizioni chiare e un piccolo passo in più per candidarsi: con queste regole le candidature diminuiscono e la loro qualità sale. Poi serve un secondo filtro per vedere quello che il candidato non dice, perché l'annuncio ferma chi non ha voglia e lo sa, ma non chi lo scopre solo dopo l'assunzione.

Nella pagina qua sotto trovi il nostro metodo per capire come un candidato si comporterà nella tua azienda prima dell’assunzione e prendere la scelta giusta, e come questo strumento validato scientificamente ha aiutato aziende come la tua.

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Riccardo Orsini

Riccardo Orsini

CMO The Job Game

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